Alba al Passo Manghen

Autunno, una stagione affascinante, soprattutto in alcuni luoghi i colori che sa esprimere non si possono descrivere con le parole, con le immagini spesso non si è all'altezza.
Una mattina di metà ottobre, con la mia ragazza, saliamo col buio fino a Passo Manghen, sopra Strigno, lungo una valle laterale alla Valsugana. Si chiama Val Calamento, e dà ospitalità ad uno dei passi più belli e duri da percorrere, in auto, bici, o a piedi che sia.
Ricordo una spettacolare mattina, salendo in queste zone per andare a funghi con mio zio, svariati anni fa. Sono le 5, ci fermiamo al passo ad ammirare, un mondo ROSA, per 10 minuti tutto, TUTTO era diventato rosa-arancio, una cosa spettacolare, mai vista. Sono quelle cose che ti fanno crescere bene,e che seminano passioni che poi sbocceranno più avanti. E così è stato, credo sia uno di quei semi che mi hanno instillato l'amore per la Natura con la Enne maiuscola.
Tornando a noi, la salita è tosta, spesso devo inserire la prima marcia, non ho una Ferrari. Qui l'autunno è già presente, mentre giù da noi ancora poche foglie cominciano ad arrossire. Salgo, parcheggio, è un freddo cane, la mia ragazza rimane in auto e riprende sonno.
Esploro un po' la zona, poi estendo il treppiede, scelgo i miei primi scorci, e scatto. Scatto. Scatto. Troppo. Troppo a "caso". Rifletti. Riprendi con un po' di senno. Qualcosa di strano, la Fuji ha una resa strana. Già sapevo che il fogliame/l'erba/il verde non era il suo forte, ma qui qualcosa non quadra. Cambio obiettivo, il 60 macro, prima serie, della prima ora, fa il suo porco lavoro, i più moderni arrancano. Boh... vai a capire Fuji... o quello che avevo io in mano...
Il Sole intanto inizia a salire.
Tenta un paio di panoramiche, a mano libera, prima col 56/1.2 chiuso, ma sono mosse, poi col 55-200, sempre a mano, tanto è stabilizzato. Un solo "keeper", direi.
Tante foto buttate, resa che non mi attizza, un tarlo che nasce (cambio sistema? di nuovo...).
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