Le Ali della Palude - Approfondimenti

La Palude di Onara e il Tergola

Ho scoperto per caso questo luogo vicino a casa, era più o meno fine primavera del 2018. In occasione di una festa organizzata presso il Parco erano annunciate visite guidate al Parco a cura di naturalisti, con notizie riguardanti storia e biologia del parco, per cui con curiosità mi decisi a parteciparvi.
La fotografia di Natura mi ha sempre affascinato, anni fa avevo fatto le prime prove alle Valli di Comacchio senza attrezzatura consona, ma diversi motivi mi hanno sempre tenuto lontano dall'approfondire la questione. Dopo questa prima visita la decisione di dotarsi di mezzi adeguati (leggi teleobiettivo spinto) si è concretizzata nell'autunno del 2018 con l'acquisto del primo teleobiettivo, sufficiente a fotografare animali selvatici a distanza di rispetto e sicurezza. A fine autunno la prima sortita tra le passerelle realizzate all'interno del parco e sul sentiero lungo il Tergola a sud della ferrovia, e da inizio 2019 almeno altre 8 uscite hanno portato a raccogliere un certo numero di immagini. Una proposta fatta parlando con il presidente del Comitato gestore del Parco ed è nata l'idea di una mostra che raccogliesse alcune delle foto più significative di questa raccolta. Quest'anno tra l'altro il Parco ha visto la inattesa visita di un gruppo di ibis sacri, che hanno sostato tra le rive del fiume Tergola e gli alberi che lo circondano per qualche mese, per poi spostarsi (verosimilmente) verso i Colli Euganei, dove sono stati avvistati quando qui nel comune di Tombolo la loro presenza era ormai un ricordo.

La mappa del Parco dal satellite.

Tergola

Nella mappa seguente la posizione indicativa dei luoghi dove sono stati individuati alcuni degli animali presenti nelle foto esposte.

Tergola

Storia del territorio

La palude di Onara è al centro della storia di questa parte del Veneto: molti segni delle più importanti memorie sono tuttora visibili.
In epoca preromana il territorio fu occupato dagli antichi Veneti che tenevano fiorenti commerci con Roma e con le numerose popolazioni Celtiche. Particolarmente apprezzato l’allevamento dei cavalli raffigurati in numerosi steli tombali. Le trasformazioni più consistenti si ebbero a partire dal I° sec. a.C. con la centuriazione romana di Bassano-Cittadella a nord della palude e con la costruzione della strada consolare Postumia nel 148 d.C. I segni dei decumani principali e la struttura fondiaria a campi romani sono ancora perfettamente identificabili.
Dei numerosi passaggi di tribù barbariche, particolare rilevanza assunse l’invasione dei Longobardi avvenuta nel 568. Costoro s’insediarono permanentemente fondendosi con la popolazione ed assorbendone la religione: l’architettura rustica in sasso della vicina Pieve di S.Donato (VI° - VII° sec.), situata poco a sud di Cittadella, testimonia la sua origine longobarda.
Il nome di Onara appare storicamente per la prima volta nel 972 in un diploma dell’imperatore OTTONE I. La memoria storica più importante è rappresentata dalla presenza degli EZZELINI, il cui capostipite, un cavaliere di nome ECELO , discese in Italia nel 1036 con CORRADO II° detto “il SALICO”, ma abbiamo notizie di una sua venuta con il padre Arpo già nel 1027. ECELO ebbe in dono dall’Imperatore per i suoi servigi militari i possedimenti di Onara e di Romano. Ai margini della palude, gli Ezzelini costruirono il loro castello; probabilmente in origine era una masseria fortificata con pali di legno e argini di terra, e da allora presero il nome di “da Onara”.
Una pergamena datata 6 agosto 1074, conservata all’Archivio di Stato di Vicenza, è il documento noto più antico riferito agli Ezzelini; un atto notarile redatto proprio nel castello di Onara. Alla fine del documento, prima delle firme si può notare una scritta che dice “….Actun in villa Aunara feliciter…..” cioè “…..Atto redatto nel castello di Onara….”. Il documento è un atto di donazione di una masseria, di proprietà di Gisla moglie di Ecelo, al convento dei SS. Felice e Fortunato di Vicenza. In un’altra pergamena, conservata nell’archivio di Stato di Treviso e datata 13.12.1076, si legge che lo stesso Ecelo si nomina “…….de loco Aunerio et Romano”. La terza ed ultima datata 16.7.1077 che porta, per ora, a compimento la ricerca storica iniziata nel 2000, è un altro atto notarile di compravendita ed anche in questo si legge”…Actum in Aunerio feliciter…” Questi documenti testimoniano senza ombra di dubbio la presenza di Ecelo e la sua dinastia ad Onara, oltre alla sua denominazione “da Onara” fino alla distruzione del castello, avvenuta nel 1198 ad opera dei padovani.
La dinastia proseguì con EZZELINO I da Onara detto il BALBO (II crociata), EZZELINO II detto il MONACO ed infine EZZELINO III (foto) detto IL TIRANNO, nato ad Onara il 25 aprile 1194 e sconfitto il 27 settembre 1259; imprigionato a Soncino fu trovato morto. La dinastia degli Ezzelini finì con la morte di Alberico, fratello di Ezzelino III, avvenuta il 25 agosto 1260.
Il sito del castello ad Onara è ancora oggi individuabile, soprattutto per la presenza della antica chiesetta di S.Margherita, per la denominazione di toponimi e per la testimonianza di antiche mappe. Fonti storiche ci narrano che il castello sia stato distrutto dai Padovani nel 1198 ed il materiale usato per la costruzione di parte delle mura di Cittadella (1220), ad opera di Benvenuto da Carturo, che da allora mutò il nome in “Cittadella”dando origine ad una “nuova” discendenza. Dopo la distruzione del castello gli Ezzelini si ritirarono nell’altro loro feudo, Romano, mutando anche il nome da “da Onara” in “da Romano”.
(fonte: sito ufficiale del Parco)

Storia del Parco

Anche per tutelare quest’immenso patrimonio, nel 1975 L’Amministrazione locale si é dotata di un Piano Regolatore Generale (PRG) che assegna al Tergola una fascia di rispetto e riduce le aree di espansione urbana; nel 1980 é stato poi definito un perimetro per l’ambito della zona umida e richiesto il vincolo di protezione paesaggistico ambientale, fortunatamente approvato nel 1983. Nel 1984 la Palude di Onara é stata inserita nell’elenco dei parchi e riserve previsto dalla Legge Regionale n.40 del 1980.
Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTRC) del 30 Aprile 1990, ha individuato la Palude di Onara come “Area di Tutela Paesaggistica di Interesse Regionale” ed infine il 23 Dicembre 1994, con delibera n.66, il Consiglio Comunale di Tombolo ha istituito il “Parco della Palude di Onara”. Il Ministero dell’Ambiente con D.M. 3 Aprile 2000 ha inserito la Palude di Onara nell’elenco dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciali, individuati ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.
In considerazione del notevole impegno profuso in questi anni, per la salvaguardia e l’attività promozionale a favore della Palude da parte del Comitato Parco Palude di Onara, la Giunta Municipale di Tombolo, con delibera n.73 del 30 Maggio 2000, affida all’Associazione suddetta la gestione del Parco. Con la successiva delibera n.141 del 14 Dicembre 2004 anche la manutenzione è affidata alla stessa.
Quest’ambiente, nonostante il ridimensionamento territoriale dovuto al selvaggio inurbamento tipico degli anni ’60 e ’70, é pieno di vita e non ancora imbrigliato dagli interventi dell’uomo; la vegetazione, nella sua spontanea ricchezza di fiori, e piante, offre riparo ad animali stanziali e migratori., e consente all’uomo di ritemprare sia lo spirito che il corpo. Essendo uno spettacolo veramente unico, è ormai condiviso da tutti il bisogno di tutelarla in quanto testimonianza di ambiente naturale, di antiche vicende geologiche e climatiche e di nostre origini storiche , tecnologiche ed economiche.
(fonte: sito ufficiale del Parco)